La fisica usa simboli matematici precisi: distinguere uno scalare da un vettore non è un dettaglio, è parte del significato. Il libro adotta le convenzioni seguenti, mantenute coerenti dal primo all’ultimo capitolo, così che un simbolo abbia sempre lo stesso senso ovunque compaia.

  • Scalari: lettere in corsivo, vv, EE, TT. Indicano grandezze che hanno solo modulo, cioè un numero con un’unità di misura.
  • Vettori: lettere in grassetto diritto, F\pq{F}, v\pq{v}, B\pq{B}. Il simbolo F\pq{F} rappresenta la forza come vettore (modulo + direzione + verso). Quando interessa solo il modulo, si scrive F\abs{\pq{F}} oppure semplicemente FF.
  • Versori: cappuccio diritto, x^\vers{x}, r^\vers{r}. Sono vettori di modulo unitario che indicano soltanto una direzione.
  • Matrici e operatori: lettere maiuscole in grassetto, come R\pq{R} per la matrice di rotazione (usate raramente in questo testo).
  • Insiemi numerici: doppia barra, R\R (reali), N\N (naturali), Z\Z (interi), Q\Q (razionali).
  • Differenziali: dt\dd t, dx\dd x in tondo, per distinguerli dalle variabili.

Numeri e unità

Per le unità di misura il libro segue il Sistema Internazionale (pacchetto siunitx): numero e unità sono separati da uno spazio fine non interrompibile. Esempi: 9,8  m/s29{,}8\;\mathrm{m/s}^2, 3,0108  m/s3{,}0\cdot 10^8\;\mathrm{m/s}. La virgola decimale segue l’uso italiano; per le potenze di dieci si usa la notazione a10na\cdot 10^n.

Queste scelte non sono un vezzo grafico: la differenza tra FF (un numero) e F\pq{F} (un vettore) può cambiare completamente il senso di un’equazione, e un’unità dimenticata è quasi sempre il segnale di un errore di ragionamento.

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