Testo
Un articolo afferma che “chi prende un’aspirina al giorno riduce del 25% il rischio di infarto”. Lo studio ha seguito 1000 persone per 10 anni. (a) Quali variabili di disturbo dovrebbero essere controllate? (b) Cosa significa “gruppo di controllo”? (c) Perché un esperimento in doppio cieco è ancora migliore? (d) Discuti la differenza fra correlazione e causalità in questo caso.
Soluzione
(a) Variabili di disturbo da controllare. Il rischio di infarto dipende da moltissimi fattori oltre all’aspirina. Per attribuire l’effetto proprio al farmaco occorre controllare (o distribuire equamente tra i gruppi) almeno: età, dieta (grassi, sale, calorie), abitudine al fumo, attività fisica, predisposizione genetica e familiarità cardiovascolare. Se questi fattori non sono bilanciati, potrebbero spiegare da soli la differenza osservata.
(b) Gruppo di controllo. È un gruppo di persone che non riceve il trattamento in esame — cioè non prende aspirina (o prende un placebo, una pillola inerte identica all’aspirina) — ma è confrontabile in tutto il resto con il gruppo trattato. Serve come termine di paragone: solo confrontando trattati e controllo si può isolare l’effetto della sola aspirina, separandolo dall’andamento naturale della malattia.
(c) Perché il doppio cieco è migliore. In un esperimento in doppio cieco né il paziente né il medico che valuta sanno chi sta assumendo il farmaco vero e chi il placebo. Questo elimina due distorsioni:
- l’effetto placebo/aspettativa del paziente, che potrebbe sentirsi meglio solo perché crede di essere curato;
- il bias del valutatore, cioè la tendenza (anche inconscia) del medico a interpretare i dati a favore dell’ipotesi attesa. Così il confronto tra i due gruppi resta il più oggettivo possibile.
(d) Correlazione e causalità. Osservare che “chi prende aspirina ha meno infarti” stabilisce una correlazione, cioè un’associazione statistica. Da sola non prova la causalità: potrebbe esistere una variabile confondente (per esempio, chi assume aspirina è già più attento alla salute, fa più sport e mangia meglio). Solo un esperimento controllato e randomizzato — in cui l’assegnazione al gruppo trattato o di controllo avviene a caso — permette di neutralizzare le variabili confondenti e concludere che è davvero l’aspirina a causare la riduzione del rischio.
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Argomenti: Metodo sperimentale