Testo
Immagina uno strumento ideale che non perturba mai il sistema misurato. Quali ostacoli sparirebbero in fisica classica? E perché in fisica quantistica nemmeno questo strumento basterebbe a eliminare l’indeterminazione?
Soluzione
In fisica classica. Con uno strumento che non perturba, sparirebbero tutti gli errori dovuti alla retroazione dell’apparato sul sistema: il termometro che, entrando in contatto, scambia calore e altera la temperatura che vuole misurare; il voltmetro che assorbe una piccola corrente e modifica il potenziale del circuito; il tastatore che deforma l’oggetto premendo su di esso. La misura ideale restituirebbe il valore della grandezza così com’è, senza alterarla: nel mondo classico questo è il limite verso cui si tende migliorando gli strumenti.
In fisica quantistica. Resterebbe comunque l’indeterminazione di Heisenberg, perché essa non nasce dal disturbo dello strumento. È strutturale: lo stato microscopico non possiede simultaneamente valori definiti di grandezze coniugate (posizione e quantità di moto). Non c’è un valore “vero” nascosto che uno strumento delicato potrebbe leggere senza rovinarlo: quei valori simultanei semplicemente non esistono. Perciò nessuno strumento, per quanto ideale e non perturbante, potrebbe farli emergere insieme. Il limite classico è tecnico e superabile in linea di principio; quello quantistico è insito nella natura degli stati.
Collegamenti
Argomenti: Metodo sperimentale Competenze: Analisi di casi limite e fantafisica