Le connessioni meccaniche tra dischi rotanti sono onnipresenti: dal cambio della bicicletta alla trasmissione dell’auto, dai mulini a vento agli orologi meccanici. Per analizzarle servono due grandezze e una convenzione.

Ogni punto sul bordo di un disco che ruota con velocità angolare ω\omega si muove con velocità tangenziale

v=ωrv = \omega\,r

dove rr è il raggio. È la relazione che lega il “quanto in fretta gira” il disco (una proprietà globale, ω\omega) al “quanto in fretta si sposta” un punto del bordo (una proprietà locale, vv, che cresce col raggio).

Per capire quando due dischi ruotano “nello stesso verso” o “in versi opposti” è indispensabile fissare il segno di ω\omega:

Convenzione dei segni

ω>0    rotazione antiorariaω<0    rotazione oraria\omega > 0 \;\Leftrightarrow\; \text{rotazione antioraria} \qquad \omega < 0 \;\Leftrightarrow\; \text{rotazione oraria}

Questa convenzione è ciò che distingue i tre tipi di connessione: due dischi possono avere la stessa velocità tangenziale al contatto (v1=v2|v_1| = |v_2|) e tuttavia girare in versi opposti (segni di ω\omega discordi) oppure nello stesso verso (segni concordi). Tenere separati modulo e segno di ω\omega è la chiave di tutto il capitolo.

Collegamenti

Argomenti: Dinamica Concetti: Velocità angolare · Moto circolare uniforme Oggetti: Ingranaggi e dischi coassiali · Disco rotante

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