Un caso particolarmente istruttivo del lavoro è quello in cui vale zero. Accade tutte le volte che la forza è perpendicolare allo spostamento: il fattore cosα\cos\alpha nella formula del lavoro si annulla e, per quanto intensa sia la forza e per quanto lungo lo spostamento, non c’è alcun trasferimento di energia. Alcune forze si trovano quasi sempre in questa condizione.

Attenzione — Quando il lavoro è nullo

La reazione vincolare e la tensione di una fune ancorata a un punto fisso sono sempre perpendicolari al moto del corpo: il loro lavoro è zero. Queste forze non trasferiscono energia, ma deviano la traiettoria.

Se però il vincolo o l’ancoraggio si muovono, la forza può avere una componente lungo il moto e fare lavoro. Esempio: un camion che traina un’auto con una fune.

La lezione da trarre è che “lavoro nullo” non significa “forza inutile”. La reazione normale di un piano e la tensione di una fune che tiene un corpo in moto circolare sono decisive per la dinamica: cambiano la direzione del moto, curvano la traiettoria, impediscono al corpo di sprofondare nel piano. Semplicemente, non ne modificano l’energia cinetica, perché non hanno componente lungo lo spostamento.

L’avvertenza cruciale riguarda il caso in cui il vincolo stesso si muove. La perpendicolarità che azzera il lavoro vale rispetto al moto del punto di applicazione: se quel punto si sposta lungo la direzione della forza — come l’estremo di una fune tirata da un camion in avanzamento — allora la forza acquista una componente lungo il moto e torna a fare lavoro, “passando” energia da un sistema all’altro. È questo che permette al camion di trascinare l’auto: la tensione, non più perpendicolare a uno spostamento immobile, trasferisce energia dal veicolo trainante a quello trainato.

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Argomenti: Lavoro ed energia Concetti: Lavoro di una forza Competenze: Impostazione simbolica

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