Atomi con lo stesso ma diverso si chiamano isotopi (dal greco isos topos, “stesso posto” nella tavola periodica). Avendo lo stesso numero di elettroni, hanno proprietà chimiche quasi identiche, ma proprietà fisiche e di stabilità nucleare molto diverse: uno può essere perfettamente stabile e un altro fortemente radioattivo. La distinzione è fondamentale, perché è quasi sempre un singolo isotopo, e non l’elemento in generale, a essere fissile, radioattivo o utile per una datazione.
Accanto agli isotopi si definiscono, per completezza, gli isobari (stesso , diverso ) e gli isotoni (stesso , diverso ). Ma è la famiglia degli isotopi la protagonista della fisica nucleare applicata.
Esempio — Tre elementi e i loro isotopi
- Idrogeno: H (un solo protone, ), H deuterio (1 p + 1 n, ), H trizio (radioattivo, vita media anni).
- Uranio: U (, vita media miliardi di anni), U (, l’unico fissile).
- Carbonio: C (stabile, ), C (stabile, ), C (radioattivo, anni: la base della datazione archeologica).
Si noti la lezione dell’uranio: il combustibile nucleare utilizzabile è solo lo dell’uranio naturale. Per alimentare un reattore o costruire un’arma occorre arricchire il minerale, cioè aumentare la frazione di U rispetto al U — un processo tecnicamente arduo proprio perché i due isotopi, chimicamente gemelli, differiscono solo per la massa.
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Argomenti: Fisica nucleare Oggetti: Nucleo atomico
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