La storia ufficiale racconta che p=mv\vv{p} = m\vv{v} è una “definizione” e che la sua conservazione è un teorema che discende dalla terza legge di Newton. Tutto vero, ma c’è un altro modo di leggere la storia, oggi preferito da fisici e didatti: il principio di conservazione della quantità di moto è più fondamentale delle leggi di Newton stesse.

Vale infatti anche dove le leggi di Newton non valgono — in relatività ristretta, in meccanica quantistica — e si può ricavare, via teorema di Noether, dal fatto che le leggi della fisica sono invarianti per traslazioni spaziali. Non c’è alcun punto privilegiato dello spazio, e da questa sola simmetria discende, come per magia, la conservazione di p\vv{p}.

È uno dei rari casi in cui un principio quasi metafisico (“lo spazio è omogeneo”) si traduce in una legge quantitativa con enorme valore predittivo. Conservare la quantità di moto, in fondo, vuol dire accettare che lo spazio non abbia un centro (Feynman, Leighton e Sands 1963; Battimelli e Stilli 1999).

Per l’elenco completo delle opere citate: Riferimenti bibliografici.

Collegamenti

Argomenti: Quantità di moto e urti Concetti: Conservazione della quantità di moto · Terza legge di Newton

Esercizi collegati: Razzo nel vuoto · Terzo principio rotto · Terza legge a senso unico