Riscaldare di 1°1\,°C un corpo richiede una certa quantità di energia, che chiamiamo capacità termica CC (unità J/K\text{J/K}). La capacità termica dipende però sia dal materiale sia da quanto materiale c’è: raddoppiando la massa, raddoppia l’energia richiesta. Conviene allora separare i due effetti scrivendo

C=mcC = m\,c

dove cc è il calore specifico (unità J/(kg K)\text{J/(kg K)}), una proprietà del materiale e non della singola quantità. Il calore specifico dice quanti joule servono per alzare di un grado un chilogrammo di sostanza.

Principio — Equazione fondamentale della calorimetria

Il calore QQ scambiato da un corpo di massa mm e calore specifico cc quando la sua temperatura varia di ΔT\Delta T è Q=mcΔT\ev{Q = m\,c\,\Delta T} con Q>0Q > 0 se il corpo assorbe (la temperatura sale) e Q<0Q < 0 se cede.

Poiché nella formula compare solo la differenza ΔT\Delta T, è indifferente esprimerla in °°C o in K. I valori del calore specifico variano di quasi un ordine di grandezza fra le sostanze comuni:

Sostanzacc (J/(kg·K))
Acqua liquida4186
Ghiaccio2090
Vapore acqueo2010
Alluminio897
Rame385
Ferro452
Sabbia (asciutta)~800
Aria (20 °C, p cost.)1005

L'acqua e il clima delle coste

L’acqua ha il calore specifico più alto delle sostanze comuni, 41864186 J/(kg·K), quasi un ordine di grandezza sopra quasi tutti gli altri materiali. Serve dunque moltissima energia per scaldarla, e altrettanta ne rilascia raffreddandosi: è per questo che il mare fa da volano termico e modera il clima delle coste, con estati più fresche e inverni più miti dell’entroterra.

Collegamenti

Argomenti: Termologia Concetti: Calore specifico e capacità termica Competenze: Equazione calorimetrica

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