Fornendo calore a un corpo, prima o poi si raggiunge il punto di fusione (solido → liquido) o quello di ebollizione (liquido → vapore). A quel punto succede qualcosa di sorprendente: pur continuando a ricevere calore, la temperatura resta costante per tutta la durata della transizione.

La spiegazione è microscopica. L’energia fornita non serve più a far oscillare più velocemente le molecole (cioè ad alzare la temperatura), ma a rompere i legami che le tengono unite nella fase di partenza. Fondere significa spezzare il reticolo solido; vaporizzare significa allontanare del tutto le molecole del liquido. Finché la transizione non è completa, ogni joule in più va a cambiare stato, non a scaldare.

Principio — Calore latente

Per cambiare di stato una massa mm di una sostanza serve un’energia Q=mL\ev{Q = m\,L} dove LL è il calore latente, proprietà della sostanza e della transizione. Si distinguono LfL_f (fusione) e LvL_v (vaporizzazione), con unità J/kg.

SostanzaLfL_f (kJ/kg)LvL_v (kJ/kg)
Acqua3342260
Etanolo108846
Mercurio11295
Azoto25,7200
Piombo24,5870

Perché sudare raffredda

L’acqua ha un LvL_v enorme: ogni grammo che evapora dalla pelle porta via 22602260 J. È il motivo per cui la traspirazione è un meccanismo di raffreddamento così efficiente — molto più che il semplice contatto con l’aria.

Si noti la gerarchia dei numeri: per l’acqua LvL_v è quasi sette volte LfL_f, e il calore latente di vaporizzazione supera di gran lunga l’energia necessaria a portare l’acqua da 00 a 100°100\,°C. Bollire è, energeticamente, molto più “caro” che scaldare.

Collegamenti

Argomenti: Termologia Concetti: Calore latente e cambiamenti di stato

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