La carica elettrica è una proprietà intrinseca della materia, così come lo è la massa. È lei la sorgente e insieme il “bersaglio” di tutte le interazioni elettriche: due corpi si attraggono o si respingono elettricamente solo se sono carichi. A differenza della massa, però, la carica presenta una novità decisiva: può essere di due tipi, convenzionalmente detti positivo e negativo.
Questa dualità di segni è ciò che rende l’elettricità così diversa dalla gravità. Cariche dello stesso segno si respingono, cariche di segno opposto si attraggono; e poiché esistono entrambi i segni, la materia ordinaria tende a essere neutra, con tante cariche positive quante negative, così che i suoi effetti elettrici si cancellano a distanza. È questa neutralità di fondo a nascondere, nella vita quotidiana, una forza in realtà enormemente più intensa della gravità.
Unità di misura
La carica si misura in coulomb (C). Nel Sistema Internazionale è una grandezza derivata dalla corrente elettrica.
A livello microscopico la carica è quantizzata: ogni carica osservata in natura è un multiplo intero della carica elementare , quella dell’elettrone (negativa) e del protone (positiva, di valore opposto).
Carica elementare
Il coulomb è dunque un’unità “grande”: un solo coulomb corrisponde a circa cariche elementari. È per questo che, nei problemi reali, le cariche in gioco si misurano spesso in microcoulomb () o nanocoulomb ().
Collegamenti
Argomenti: Elettrostatica Concetti: Carica elettrica
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