Il voltmetro misura la differenza di potenziale fra due nodi. Va perciò inserito in parallelo con la porzione di circuito di cui si vuole misurare la tensione: i suoi due morsetti si attaccano ai due punti fra cui misurare ΔV\Delta V, senza interrompere il ramo principale.

Principio — Voltmetro ideale

Un voltmetro ideale ha resistenza interna infinita: non preleva corrente dal circuito, quindi non altera la tensione che si vuole misurare.

Gli strumenti reali hanno una resistenza interna RVR_V grande ma finita (tipicamente RV106  ΩR_V \geq 10^6\;\Omega). Essendo in parallelo al ramo, un po’ di corrente lo attraversa comunque; per non disturbare occorre che la sua resistenza sia molto maggiore di quella del ramo misurato: RVR\ev{R_V \gg R}

Amperometro (A) in serie con RR; voltmetro (V) in parallelo ai capi di RR.

Errori da inserzione

Un voltmetro a bassa resistenza interna disturba in modo significativo il circuito: diventa esso stesso un “ramo parallelo” che drena corrente. Ad esempio misurare con RV=10  kΩR_V = 10\;\text{k}\Omega la tensione ai capi di un resistore da 100  kΩ100\;\text{k}\Omega porta la resistenza equivalente a 9,1  kΩ9{,}1\;\text{k}\Omega: si legge un valore molto più basso di quello reale prima dell’inserimento. Regola pratica: per misure precise serve RV100RR_V \geq 100\,R.

Serie vs parallelo

Amperometro e voltmetro hanno esigenze opposte: l’amperometro (in serie) deve avere resistenza piccola, il voltmetro (in parallelo) resistenza grande. In entrambi i casi lo scopo è non alterare il circuito misurato.

Collegamenti

Argomenti: Circuiti elettrici Concetti: Resistenze in serie e parallelo

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