Quando un raggio di luce incontra una superficie riflettente, come uno specchio, non l’attraversa ma rimbalza. Il rimbalzo non è casuale: obbedisce a due leggi semplici e precise, che si riferiscono sempre alla normale, la retta perpendicolare alla superficie nel punto in cui il raggio la colpisce.

Principio — Leggi della riflessione

  1. Il raggio incidente, il raggio riflesso e la normale alla superficie nel punto d’incidenza giacciono sullo stesso piano.
  2. L’angolo di incidenza θi\theta_i è uguale all’angolo di riflessione θr\theta_r, entrambi misurati rispetto alla normale: θi=θr\theta_i = \theta_r

La seconda legge è il cuore operativo: la luce riparte inclinata dall’altra parte della normale, ma con lo stesso angolo con cui è arrivata. È questo semplice principio a spiegare perché uno specchio piano restituisce un’immagine così fedele.

Il raggio incidente e quello riflesso formano angoli uguali con la normale: θi=θr\theta_i = \theta_r.

Specchi curvi

Per uno specchio curvo (concavo o convesso) si applica la stessa legge, ma localmente: basta disegnare la tangente allo specchio nel punto d’incidenza e trattarla come uno specchio piano. Il raggio riflesso forma con la tangente lo stesso angolo del raggio incidente.

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Argomenti: Ottica Concetti: Riflessione

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