Il microscopio composto è l’inverso del cannocchiale: serve a vedere oggetti vicinissimi. Anche qui ci sono due lenti convergenti, ma con focali entrambe piccole: fob1f_\text{ob} \sim 11010 mm (obiettivo a contatto con il vetrino) e foc10f_\text{oc} \sim 103030 mm (oculare).

L’oggetto è posto poco oltre il fuoco dell’obiettivo, che ne forma un’immagine reale, ingrandita e capovolta sul piano focale anteriore dell’oculare. L’oculare funge da lente di ingrandimento e rinvia all’occhio l’immagine virtuale finale.

Formula chiave

L’ingrandimento totale è il prodotto dei due ingrandimenti: Gmic=GobGoc=Lfobd0foc\ev{G_\text{mic} = G_\text{ob}\cdot G_\text{oc} = \frac{L}{f_\text{ob}}\cdot\frac{d_0}{f_\text{oc}}} dove LL è la distanza fra i due fuochi interessati (la lunghezza meccanica del microscopio, in pratica 160\sim 160 mm nei modelli standard) e d0=25d_0 = 25 cm è la distanza della visione distinta.

Esempio — Un microscopio scolastico

Tipico microscopio scolastico: obiettivo fob=8f_\text{ob} = 8 mm, oculare foc=25f_\text{oc} = 25 mm, L=160L = 160 mm. Ingrandimento?

Gob=L/fob=160/8=20G_\text{ob} = L/f_\text{ob} = 160/8 = 20; Goc=250/25=10G_\text{oc} = 250/25 = 10; Gtot=2010=200×G_\text{tot} = 20\cdot 10 = 200\times. Cellule vegetali della cipolla, batteri grandi e granuli di amido sono dentro la sua portata.

Collegamenti

Argomenti: Ottica Concetti: Lenti e specchi

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