Se è la carica su un’armatura del condensatore e la corrente nel circuito, quando vale e quando ? Sembra un dettaglio, ma sbagliarlo capovolge il segno di un’intera equazione differenziale. La risposta passa per l’equazione di continuità della carica: la carica non si crea né si distrugge, ma può solo entrare o uscire attraverso i fili.
Immaginiamo di avvolgere un’armatura del condensatore con una superficie chiusa immaginaria (una bolla matematica, non un oggetto fisico). La superficie taglia il filo che porta corrente a quell’armatura. Sia la carica contenuta dentro : coincide con la carica dell’armatura racchiusa, perché fuori dall’armatura, nei fili conduttori, non c’è accumulo di carica (la corrente passa e basta, come l’acqua in un tubo).
Equazione di continuità della carica
A parole: la velocità con cui la carica dentro cambia è uguale alla corrente che entra attraverso la superficie. È la versione “carica” del bilancio idraulico: il volume d’acqua in una vasca aumenta al ritmo della portata entrante e diminuisce al ritmo di quella uscente.
Il segno davanti a nell’equazione del circuito dipende quindi da due scelte che facciamo noi:
- quale armatura è contenuta nella superficie chiusa (positiva o negativa);
- il verso convenzionale della corrente nel circuito.
Collegamenti
Argomenti: Induzione elettromagnetica Concetti: Oscillazioni LC e RLC · Corrente elettrica
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