In una regione di spazio senza cariche e senza correnti (Qint=0Q_\text{int} = 0 e iconc=0i_\text{conc} = 0), le quattro equazioni di Maxwell si semplificano notevolmente:

ΦE=0ΦB=0ΓE=dΦBdtΓB=ε0μ0dΦEdt\begin{aligned} \Phi_E &= 0 & \Phi_B &= 0 \\ \Gamma_E &= -\frac{d\Phi_B}{dt} & \Gamma_B &= \varepsilon_0\mu_0\,\frac{d\Phi_E}{dt} \end{aligned}

Nel vuoto le due equazioni della circuitazione diventano quasi simmetriche: un E\vec{E} variabile produce B\vec{B}, e un B\vec{B} variabile produce E\vec{E}. Da questa reciprocità nasce un’idea rivoluzionaria.

Principio — Esistenza delle onde elettromagnetiche

Nel vuoto, un campo E\vec{E} che cambia nel tempo genera un campo B\vec{B}, che a sua volta, cambiando, genera un nuovo E\vec{E}, e così via all’infinito. Questa catena auto-sostenuta di induzioni è un’onda elettromagnetica che si propaga nel vuoto, senza bisogno di alcun mezzo materiale.

È il punto di svolta di tutto il capitolo: i campi non hanno più bisogno di cariche o correnti che li mantengano. Una volta innescata, la perturbazione dei campi si stacca dalla sorgente e viaggia da sola. Resta da capire quanto velocemente viaggia — e la risposta, sorprendente, coincide con la velocità della luce.

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Argomenti: Onde elettromagnetiche Concetti: Equazioni di Maxwell · Onda elettromagnetica

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