Testo
Perché i raggi X non sono “solo luce intensa”. Un amico propone: “Per fare una radiografia basterebbe una lampada molto luminosa, senza bisogno di apparecchi a raggi X”. Cosa c’è di sbagliato nella sua idea? Spiega che cosa determina la capacità di un fotone di penetrare nei tessuti e ionizzare le molecole, e perché l’intensità non è l’unica grandezza importante. Cita l’effetto fotoelettrico per giustificare la tua risposta.
Soluzione
L’errore dell’amico. Confonde intensità (quanti fotoni al secondo) con energia del singolo fotone (). Una lampada luminosissima emette moltissimi fotoni visibili, ciascuno con energia di appena .
Cosa conta davvero. La capacità di penetrare i tessuti e di ionizzare le molecole (strappare elettroni, rompere legami) dipende dall’energia del singolo fotone, non dal loro numero. L’effetto fotoelettrico lo dimostra: un elettrone assorbe un solo fotone; se è sotto la soglia di ionizzazione, l’elettrone non viene strappato per quanti fotoni arrivino. Aumentare l’intensità della lampada aggiunge solo altri fotoni troppo deboli.
I raggi X. Hanno –, cioè –: da diecimila a centomila volte più energetici del visibile. Solo quanti così energetici attraversano i tessuti molli, vengono assorbiti selettivamente dalle ossa e possono ionizzare — proprio ciò che serve (e che li rende anche pericolosi). Nessuna intensità di luce visibile può sostituirli.
Collegamenti
Argomenti: Fisica quantistica Concetti: Fotone · Effetto fotoelettrico