Dentro un nucleo i protoni si trovano ammassati a distanze dell’ordine di 1015  m10^{-15}\;\text{m}, tutti carichi positivamente. A distanze così piccole la forza di Coulomb repulsiva tra due protoni è gigantesca: la legge F=ke2/r2F = k\,e^2/r^2 cresce come l’inverso del quadrato della distanza, e a scala nucleare diventa enorme. Perché allora il nucleo non esplode istantaneamente?

La risposta è che esiste una nuova interazione fondamentale, la forza nucleare forte, che attrae fra loro tutti i nucleoni — protoni e neutroni indistintamente. Due sue caratteristiche la rendono adatta a fare da collante nucleare:

  • È intensissima a corto raggio: alle distanze nucleari è circa 100100 volte più forte della repulsione coulombiana, e quindi la vince, tenendo insieme il nucleo.
  • Ha portata cortissima: la sua azione svanisce praticamente oltre i 2  fm\sim 2\;\text{fm} (21015  m2\cdot 10^{-15}\;\text{m}). Un nucleone risente della forza forte solo dai suoi vicini immediati, non da tutto il nucleo.

Proprio questa portata limitata spiega perché i nuclei non possano crescere all’infinito. La forza forte lega solo i nucleoni contigui (satura), mentre la repulsione elettrica dei protoni agisce a lungo raggio e si somma su tutte le coppie. Nei nuclei molto grandi la repulsione coulombiana finisce per prevalere sulla coesione forte, e il nucleo diventa instabile: è la radice profonda della radioattività dei nuclei pesanti e della loro tendenza alla fissione.

Collegamenti

Argomenti: Fisica nucleare Oggetti: Nucleo atomico

Esercizi collegati: Esercizio svolto — decadimento del radon in cantina · Dalla legge fenomenologica all’esponenziale · Consumo di idrogeno del Sole