Nonostante la sua fama sinistra, la radioattività ha un gran numero di applicazioni positive, dalla medicina all’esplorazione spaziale. In ciascuna si sfrutta una proprietà specifica di un isotopo ben scelto: la sua energia, la sua vita media, il tipo di radiazione emessa.
- Medicina: imaging PET con F, terapia della tiroide con I, radioterapia dei tumori con Co, brachiterapia con sorgenti impiantate.
- Datazione: C per l’archeologia (– ka), K/Ar per rocce di – anni, U/Pb per rocce di – anni — è così che si è misurata l’età della Terra.
- Energia: reattori a fissione (circa il dell’elettricità mondiale) e centrali sperimentali a fusione in arrivo.
- Sicurezza: i rilevatori di fumo domestici usano Am, la cui radiazione ionizza l’aria; il fumo riduce la corrente ionica e fa scattare l’allarme.
- Esplorazione spaziale: i generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG, con Pu) alimentano le sonde troppo lontane dal Sole per usare pannelli solari (Voyager 1 e 2, New Horizons).
Il filo comune è che la stessa fisica — nuclei instabili che si trasformano liberando energia e radiazione — può curare un tumore, pesare l’età di una roccia o alimentare una sonda ai confini del sistema solare. La differenza la fa l’uso che se ne sceglie.
Collegamenti
Argomenti: Fisica nucleare Concetti: Decadimento radioattivo · Fissione nucleare
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