Nonostante la sua fama sinistra, la radioattività ha un gran numero di applicazioni positive, dalla medicina all’esplorazione spaziale. In ciascuna si sfrutta una proprietà specifica di un isotopo ben scelto: la sua energia, la sua vita media, il tipo di radiazione emessa.

  • Medicina: imaging PET con 18{}^{18}F, terapia della tiroide con 131{}^{131}I, radioterapia dei tumori con 60{}^{60}Co, brachiterapia con sorgenti impiantate.
  • Datazione: 14{}^{14}C per l’archeologia (005050 ka), 40{}^{40}K/40{}^{40}Ar per rocce di 10610^610910^9 anni, U/Pb per rocce di 10710^74,51094{,}5\cdot 10^9 anni — è così che si è misurata l’età della Terra.
  • Energia: reattori a fissione (circa il 10%10\% dell’elettricità mondiale) e centrali sperimentali a fusione in arrivo.
  • Sicurezza: i rilevatori di fumo domestici usano 241{}^{241}Am, la cui radiazione α\alpha ionizza l’aria; il fumo riduce la corrente ionica e fa scattare l’allarme.
  • Esplorazione spaziale: i generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG, con 238{}^{238}Pu) alimentano le sonde troppo lontane dal Sole per usare pannelli solari (Voyager 1 e 2, New Horizons).

Il filo comune è che la stessa fisica — nuclei instabili che si trasformano liberando energia e radiazione — può curare un tumore, pesare l’età di una roccia o alimentare una sonda ai confini del sistema solare. La differenza la fa l’uso che se ne sceglie.

Collegamenti

Argomenti: Fisica nucleare Concetti: Decadimento radioattivo · Fissione nucleare

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