Fisico — Enrico Fermi (Roma, 1901 – Chicago, 1954) fu uno dei più grandi fisici del Novecento, capace come pochi di eccellere sia nella teoria sia nell’esperimento. Guidò a Roma il gruppo dei «ragazzi di via Panisperna», con cui scoprì che i neutroni lenti sono particolarmente efficaci nell’indurre reazioni nucleari. Nel 1938 ricevette il premio Nobel per la fisica e ne approfittò per emigrare negli Stati Uniti, sottraendo la moglie ebrea alle leggi razziali fasciste. A Chicago, nel 1942, realizzò la prima reazione nucleare a catena controllata, ponendo le basi dell’energia nucleare, e partecipò poi al Progetto Manhattan. Diede contributi teorici fondamentali, dalla statistica delle particelle alla teoria del decadimento beta.
Curiosità
Il 2 dicembre 1942, dopo l’avvio della pila atomica sotto le gradinate dello stadio di Chicago, un messaggio in codice annunciò il successo: «Il navigatore italiano è sbarcato nel Nuovo Mondo».
Teorie e contributi
- Statistica di Fermi-Dirac — Descrive la distribuzione delle particelle a spin semi-intero (fermioni), soggette al principio di esclusione di Pauli.
- Teoria del decadimento beta — Prima teoria dell’interazione debole (1934), che introduce l’idea di una forza responsabile del decadimento del neutrone.
- Reazione a catena controllata — Primo reattore nucleare (Chicago Pile-1, 1942), che dimostrò la fattibilità della fissione autosostenuta.
Presente nei capitoli
Atomi collegati
2 atomi collegati.