Un corpo è in equilibrio statico se sta fermo e continua a stare fermo nel tempo. Per un punto materiale — un oggetto così piccolo da poterne trascurare le dimensioni e la forma — questa condizione si traduce in un requisito semplicissimo sulle forze che agiscono su di esso: la loro risultante deve essere nulla. Se anche una sola direzione restasse “scoperta”, il punto comincerebbe ad accelerare in quel verso e l’equilibrio sarebbe rotto.
Principio — Condizione di equilibrio per un punto materiale
La somma vettoriale di tutte le forze agenti sul punto deve essere nulla.
Trattandosi di un’uguaglianza fra vettori, essa equivale a più uguaglianze scalari, una per ogni direzione dello spazio. Lavorando nel piano, la condizione si spezza in due equazioni indipendenti:
cioè la somma di tutte le componenti orizzontali è zero e la somma di tutte le componenti verticali è zero. Ogni forza va prima scomposta lungo gli assi scelti, poi si sommano separatamente le componenti e le componenti . Scegliere assi comodi — spesso uno lungo la direzione di una forza nota — semplifica moltissimo i conti.
Regola delle incognite
Se in un problema compaiono incognite (forze, angoli, lunghezze di molle, reazioni vincolari…), per determinarle tutte servono almeno equazioni diverse e non banali: una relazione del tipo non conta. Quando le due condizioni non bastano, la terza equazione arriva quasi sempre da una relazione geometrica del disegno: lunghezze di molle che sommano a una distanza fissa, angoli complementari, corde che passano per pulegge. In molti problemi è letteralmente impossibile arrivare alla soluzione senza leggere la geometria della figura.
Collegamenti
Argomenti: Statica ed equilibrio Concetti: Equilibrio statico Oggetti: Molla
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