Nel moto circolare uniforme l’accelerazione centripeta ac\vec{a}_c punta verso il centro della traiettoria. Per la seconda legge di Newton, se c’è accelerazione ci deve essere una forza: deve quindi esistere una forza netta diretta verso il centro.

Principio — Forza centripeta

La risultante delle forze su un corpo in moto circolare ha una componente verso il centro (centripeta) pari a: Fc=mv2r=mω2r\ev{F_c = m\,\frac{v^2}{r} = m\,\omega^2\,r}

Il punto concettuale più importante, e più spesso frainteso, è questo: la forza centripeta non è una forza nuova. È la risultante delle forze già presenti nel problema — la tensione di un filo, la gravità, l’attrito, la reazione vincolare, la forza elastica di una molla. “Centripeta” è un ruolo, non un tipo di forza: descrive la direzione verso cui deve puntare la risultante, non una nuova interazione fisica. In ogni problema di moto circolare la domanda giusta è: quale forza reale sta fornendo la spinta verso il centro?

La forza centrifuga non esiste (nei sistemi inerziali)

La “forza centrifuga” non esiste in un sistema di riferimento inerziale. La sensazione di essere “spinti verso l’esterno” in curva è un effetto dell’inerzia: il corpo tende a proseguire in linea retta (prima legge di Newton), e siamo noi — o la portiera dell’auto — a spingerlo verso il centro per costringerlo a curvare. Ne è un’illustrazione diretta l’esperimento del filo tagliato: il sasso vola via tangente, non radialmente.

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