L'energia come contabile silenzioso

L’energia è forse il concetto più strano di tutta la fisica classica. Non si vede, non si tocca, non corrisponde a nessuna “cosa”. Eppure non esiste processo in natura in cui la sua contabilità non torni. Ogni joule trasferito deve essere segnato in qualche colonna del libro mastro: cinetica, potenziale, termica, chimica, elettrica… Feynman, nelle sue Lezioni (Feynman, Leighton e Sands 1963), dice che l’energia è come il numero di pedine a un certo gioco: possiamo non sapere cosa siano, ma se contiamo prima e dopo ogni mossa troviamo sempre lo stesso numero. La conservazione dell’energia non è una legge che deduciamo dall’esperienza: è l’esperienza stessa che ci costringe a cercare, in ogni fenomeno nuovo, una nuova colonna di bilancio da aggiungere al libro mastro.

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Argomenti: Lavoro ed energia Concetti: Conservazione dell’energia meccanica

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