La pubblicazione dei Principia nel 1687 fu segnata da una lunga, aspra disputa di priorità con Robert Hooke. Già nel 1679 Hooke aveva scritto a Newton suggerendo che la forza gravitazionale potesse decrescere come 1/r21/r^2, ma senza riuscire a dedurne le orbite ellittiche di Keplero. La derivazione completa — che le orbite di un campo 1/r21/r^2 sono sezioni coniche — arrivò solo con Newton (1684), su sollecitazione di Edmond Halley. Hooke pretese il riconoscimento per l’ipotesi originale; Newton, furibondo, minacciò di non pubblicare il terzo volume dei Principia (Dolnick 2011).

Intuire e dimostrare

La disputa illustra un meccanismo ricorrente nella scienza: intuire una legge e dimostrarla sono due cose qualitativamente diverse. Hooke ebbe l’intuizione 1/r21/r^2; Newton costruì la matematica per dedurre da essa ogni traiettoria osservabile. È la differenza, oggi, fra “buona idea su una lavagna” e “teoria predittiva”. Halley, nel mezzo, fece da mediatore e pagò di tasca propria la stampa dei Principia.

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Argomenti: Gravitazione Concetti: Legge di gravitazione universale

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