Quando Newton scrive che la mela e la Luna “cadono” nello stesso modo, sta dicendo qualcosa di filosoficamente esplosivo. Per duemila anni, da Aristotele in poi, la fisica del cielo era stata considerata di natura diversa da quella della Terra: i corpi celesti erano fatti di etere puro, eterni, incorruttibili, mossi da intelligenze divine; quelli terrestri di materia greve e mortale, soggetti a corruzione e a moti rettilinei.

Newton, in un solo gesto, abolisce questa distinzione: una sola legge matematica governa cadute domestiche e orbite cosmiche. Il cielo viene “terrestrificato”. È forse la prima volta nella storia del pensiero occidentale che un’unica formula, la stessa F=GMm/r2F = GMm/r^2, pretende di valere ovunque nell’universo: un atto di audacia che oggi diamo per scontato, ma che richiese a Newton anni di prudenza prima di darlo alle stampe nei Principia (Newton 1687; Dolnick 2011).

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Argomenti: Gravitazione Concetti: Legge di gravitazione universale

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