Filosofo naturale — Aristotele (Stagira, 384 a.C. – Calcide, 322 a.C.) fu un filosofo e naturalista greco, allievo di Platone e maestro di Alessandro Magno, fondatore della scuola del Liceo ad Atene. La sua indagine abbracciò quasi ogni campo del sapere: logica, biologia, metafisica, etica e fisica. Nella “Fisica” e nel “De Caelo” elaborò una concezione del moto e del cosmo destinata a dominare il pensiero occidentale per quasi due millenni: distinse moti naturali e violenti, sostenne che i corpi tendono al proprio “luogo naturale” e negò l’esistenza del vuoto. La sua cosmologia geocentrica, con la Terra immobile al centro e le sfere celesti, fu poi sistematizzata da Tolomeo. Sebbene molte sue tesi fisiche siano state confutate da Galileo e Newton, il suo metodo di osservazione e classificazione influì profondamente sulla nascita della scienza.
Curiosità
Aristotele riteneva che un corpo più pesante cadesse più velocemente di uno leggero: proprio la confutazione di questa idea (attribuita per leggenda agli esperimenti di Galileo dalla Torre di Pisa) segnò simbolicamente la nascita della fisica moderna.
Teorie e contributi
- Teoria del moto — Ogni corpo tende al proprio luogo naturale; il moto violento richiede una causa continua e agente.
- Cosmologia geocentrica — La Terra immobile al centro dell’universo, circondata dalle sfere celesti dei corpi eterni.
- Rifiuto del vuoto — “La natura ha orrore del vuoto”: il vuoto non può esistere in natura.
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