Una scala di temperatura si costruisce scegliendo due punti fissi riproducibili e dividendo l’intervallo fra loro in un numero convenzionale di gradi. Nella storia si sono affermate tre scale principali.

Celsius (°°C). Tarata sul punto di fusione del ghiaccio (0°0\,°C) e su quello di ebollizione dell’acqua a pressione atmosferica (100°100\,°C). È la scala quotidiana in Europa.

Kelvin (K). La scala assoluta: 00 K corrisponde allo zero termodinamico, dove l’agitazione molecolare cessa (almeno classicamente). Non esistono temperature negative in kelvin. La conversione dalla scala Celsius è:

TK=TC+273,15\ev{T_K = T_C + 273{,}15}

Un fatto importante: le differenze di temperatura sono identiche nelle due scale, perché differiscono solo per una traslazione dell’origine:

ΔTK=ΔTC\Delta T_K = \Delta T_C

Fahrenheit (°°F). Scala storica, ancora usata negli USA. Il ghiaccio fonde a 32°32\,°F e l’acqua bolle a 212°212\,°F, per cui l’intervallo fra i due punti fissi vale 180180 gradi anziché 100100. La conversione è:

TF=95TC+32T_F = \tfrac{9}{5}\,T_C + 32

Quando si usa quale scala

In fisica si usano quasi sempre i kelvin, in particolare ogni volta che compaiono rapporti fra temperature (T1/T2T_1/T_2), come nella legge dei gas o nell’irraggiamento: un rapporto ha senso solo su una scala assoluta. Per le sole differenze ΔT\Delta T, invece, è indifferente lavorare in °°C o in K.

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Argomenti: Termologia Concetti: Temperatura

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