Il ciclo di Carnot è composto da due isoterme e due adiabatiche reversibili. È il ciclo più efficiente possibile fra due temperature date, e questa non è una coincidenza: lo si dimostra imponendo che tutte le trasformazioni siano reversibili, cioè che la variazione di entropia totale sia nulla in ciascuna fase ().
Le due isoterme. Lungo un’isoterma di un gas ideale l’energia interna non cambia, quindi tutto il calore scambiato eguaglia il lavoro:
- (espansione isoterma a ):
- (compressione isoterma a ):
Le due adiabatiche. Lungo un’adiabatica reversibile vale , e l’entropia del gas resta costante:
Il passaggio chiave. Dividendo membro a membro le due relazioni adiabatiche, i fattori di temperatura si semplificano e si ottiene . I due logaritmi nelle espressioni di e sono quindi uguali, e restano solo le temperature:
Sostituendo nel rendimento generale si arriva alla legge di Carnot.
Legge — Rendimento di Carnot
Nessuna macchina reale, per quanto raffinata, può superare questo valore fra le stesse due temperature.
Il fatto notevole è che nel risultato finale non compare il fluido di lavoro: il rendimento massimo dipende solo dalle due temperature, esattamente come Carnot aveva intuito nel 1824.
Attenzione — kelvin e terzo principio
Le temperature nella formula devono essere in kelvin, non in gradi Celsius. Un rendimento del richiederebbe , uno zero assoluto fisicamente irraggiungibile per il terzo principio della termodinamica. Il muro di Carnot resta quindi sempre sotto il .
Collegamenti
Argomenti: Macchine termiche Concetti: Ciclo di Carnot · Secondo principio della termodinamica Oggetti: Gas ideale
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