Nota storica

Charles-Augustin de Coulomb (1736–1806) era un ingegnere militare francese che aveva sviluppato una bilancia di torsione di straordinaria sensibilità. Nel 1785 la usò per misurare la forza tra cariche elettriche, dimostrando che segue un’inversa del quadrato della distanza: la stessa struttura della gravità di Newton, ma con le cariche al posto delle masse (Simonyi 2012, cap. 4).

Trent’anni prima, nel 1752, Benjamin Franklin (1706–1790) aveva compiuto il suo celebre — e pericolosissimo — esperimento con l’aquilone nella tempesta, dimostrando che il fulmine è un fenomeno elettrico. Un imitatore russo, Georg Wilhelm Richmann, restò fulminato tentando di replicare l’esperimento nel 1753 (Brandt 2009, cap. 12).

Michael Faraday (1791–1867), figlio di un fabbro e quasi completamente autodidatta, introdusse il concetto di campo elettrico, le “linee di forza”, che trasformò il modo stesso di pensare alle interazioni a distanza (Guillen 1995, cap. 3).

Il filo che unisce questi tre personaggi è il passaggio da una fisica delle forze a distanza a una fisica dei campi. Coulomb misura la forza tra cariche come un fatto istantaneo tra due punti; Faraday, mezzo secolo dopo, immagina lo spazio stesso riempito di linee di forza che trasmettono l’interazione — un’idea che aprirà la strada a tutta l’elettromagnetismo.

Per i riferimenti completi delle opere citate si veda Riferimenti bibliografici.

Collegamenti

Argomenti: Elettrostatica Concetti: Legge di Coulomb · Campo elettrico

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