Riflessione

Nel 1800 si discuteva animatamente se “il campo elettrico” fosse una vera entità fisica o solo un comodo trucco matematico per calcolare le forze. La discussione sembra oziosa, ma ha implicazioni enormi: se il campo è solo un calcolo, le cariche agiscono a distanza; se è un’entità fisica, la forza è trasmessa localmente, a velocità finita.

Maxwell, con le sue equazioni, e poi Einstein, con la relatività, hanno dato la risposta: il campo è una cosa. Ha energia, ha impulso, si propaga con velocità cc. Quando in questo capitolo parliamo di “densità di energia del campo” non stiamo usando una metafora: stiamo dicendo che lo spazio, dove c’è campo, contiene energia proprio come il bicchiere contiene acqua.

Questa è forse la rivoluzione concettuale più importante dell’Ottocento scientifico. Il vuoto smette di essere un palcoscenico passivo e diventa esso stesso un serbatoio fisico: pieno di campo, e quindi pieno di energia, di impulso, di dinamica propria. Da qui in avanti la fisica non parlerà più solo di particelle, ma di campi che vivono, si propagano e trasportano — anche in assenza di qualunque materia.

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Argomenti: Campo elettrico e potenziale Concetti: Densità di energia del campo · Campo elettrico

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