La più semplice fra le combinazioni ottiche è la lente di ingrandimento: una lente convergente posta a una distanza dall’oggetto. In queste condizioni i raggi rifratti divergono ancora dopo la lente, e l’occhio vede un’immagine virtuale, dritta e ingrandita, posta dalla stessa parte dell’oggetto rispetto alla lente.
Ciò che conta davvero, quando si guarda qualcosa, non è la dimensione assoluta dell’immagine ma l’angolo sotto cui la si vede: più grande è l’angolo, più dettagli l’occhio riesce a distinguere. Per questo si definisce l’ingrandimento angolare come il rapporto fra l’angolo sotto cui appare l’immagine attraverso la lente e l’angolo sotto cui appare l’oggetto a occhio nudo, posto alla distanza minima di accomodamento cm (la distanza di lettura standard). Con un po’ di geometria si trova:
Formula chiave
La formula vale per lenti tenute vicino all’occhio; se l’occhio è “rilassato” a fuoco all’infinito si ha invece . In entrambi i casi l’ingrandimento cresce al diminuire della focale.
Lenti da gioielliere
Per questo le lenti da gioielliere o da lavoro fine hanno focali – mm: l’ingrandimento va da circa a circa .
Collegamenti
Argomenti: Ottica Concetti: Lenti e specchi
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