Uno specchio sferico è una calotta di sfera con la superficie interna o esterna riflettente. Se la concavità è rivolta verso la luce incidente lo specchio è concavo, altrimenti è convesso. Ogni specchio sferico ha tre punti caratteristici: il vertice VV, centro della calotta; il centro di curvatura CC, centro della sfera; e il fuoco FF, a mezza strada tra VV e CC. La distanza focale vale quindi

f=R2f = \frac{R}{2}

dove RR è il raggio della sfera. Il fuoco è il punto dove convergono, dopo la riflessione, i raggi che arrivano paralleli all’asse ottico.

Per trovare graficamente dove si forma l’immagine di un punto si sfruttano tre raggi privilegiati, di cui basta tracciarne due.

Principio — Costruzione dei raggi (specchio concavo)

  • Un raggio parallelo all’asse ottico si riflette passando per il fuoco FF.
  • Un raggio che passa per il fuoco FF si riflette parallelo all’asse.
  • Un raggio che passa per il centro CC si riflette su sé stesso.

L’intersezione di (almeno) due di questi raggi dà la posizione dell’immagine.

La costruzione grafica si traduce in una relazione algebrica esatta. Se pp è la distanza oggetto–specchio e qq la distanza immagine–specchio, vale l’equazione dei punti coniugati:

Formula chiave

1p+1q=1f\ev{\dfrac{1}{p} + \dfrac{1}{q} = \dfrac{1}{f}} I=qpI = -\dfrac{q}{p} Concavo: f>0f > 0; convesso: f<0f < 0. q>0q > 0: immagine reale; q<0q < 0: immagine virtuale.

L’ingrandimento I=q/pI = -q/p dice quanto è grande l’immagine rispetto all’oggetto e con quale orientamento: se II è negativo l’immagine è capovolta, se è positivo è diritta. Il segno di qq distingue invece un’immagine reale — che si forma davanti allo specchio e si può raccogliere su uno schermo — da una virtuale, che sembra provenire da dietro lo specchio.

Collegamenti

Argomenti: Ottica Concetti: Lenti e specchi · Riflessione

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