Il paradosso della carica vista da due riferimenti si scioglie ammettendo un ingrediente nuovo. Nel riferimento B la carica è ferma e il campo magnetico le trasla accanto: quel che cambia nel tempo (nel punto dove sta la carica) genera un campo elettrico indotto. È questo campo elettrico, non la forza di Lorentz, a fare il lavoro sulla carica nel sistema B.
Principio — Il campo elettrico indotto
Un campo magnetico variabile nel tempo genera un campo elettrico indotto , dotato di due proprietà nuove rispetto ai campi elettrostatici:
- Non è conservativo: non ammette un potenziale.
- Le sue linee di campo sono chiuse.
L’intuizione è che questo campo indotto non somiglia affatto a quelli elettrostatici incontrati finora. Non nasce da cariche ferme, ma da un che cambia; e le sue linee, invece di partire dalle cariche positive e finire sulle negative, si chiudono su se stesse, come le linee di . Proprio perché le linee sono chiuse, la circuitazione di lungo un cammino chiuso può essere diversa da zero: è la porta d’ingresso alla legge di Faraday.
Le due descrizioni del paradosso tornano coerenti: in SR A a spingere la carica è la forza magnetica; in SR B è il campo elettrico indotto dal variabile. La stessa accelerazione, due nomi diversi a seconda del riferimento: è la prima avvisaglia della profonda unità tra campo elettrico e campo magnetico.
Collegamenti
Argomenti: Induzione elettromagnetica Concetti: Legge di Faraday-Neumann-Lenz · Campo elettrico
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