Per ragionare sul tempo in modo pulito conviene costruire un orologio ridotto all’osso, che usi solo la luce. Immaginiamo un dispositivo ideale chiamato orologio a luce: due specchi paralleli posti a distanza dd, tra i quali un raggio di luce rimbalza avanti e indietro. Ogni “tic-tac” è un viaggio di andata e ritorno del raggio; poiché la luce viaggia a velocità cc e percorre complessivamente 2d2d, ogni tic-tac dura

Δτ=2dc\Delta\tau = \frac{2d}{c}

L’orologio a luce: un raggio rimbalza tra due specchi a distanza dd. Un tic-tac di andata e ritorno dura Δτ=2d/c\Delta\tau = 2d/c.

Il pregio di questo orologio è che la sua “lancetta” è la luce stessa: dato che cc è fissata dai postulati di Einstein, il ritmo dell’orologio dipende soltanto dalla distanza dd tra gli specchi. È esattamente ciò che serve per mettere alla prova l’idea di tempo assoluto: basterà chiedersi quanto dura lo stesso tic-tac visto da chi osserva l’orologio in moto.

Contrazione delle lunghezze e dilatazione dei tempi — MinutePhysics

Collegamenti

Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Dilatazione dei tempi Metodi: Diagramma di Minkowski Oggetti: Orologio a luce

Esercizi collegati: Problema — Redshift gravitazionale sull’Everest · Problema — Il GPS quantitativo · Problema — Fattore di Lorentz del muone