Il paradosso dei gemelli è forse l’esempio più celebre — e più discusso — della relatività ristretta. Caterina parte dalla Terra a e viaggia verso Alfa Centauri, distante anni-luce, a velocità ; arrivata, inverte la rotta e torna alla stessa velocità. Suo fratello gemello Simone la aspetta a casa, fermo sulla Terra. Quando Caterina torna, quanti anni sono passati per lei, e quanti per lui?
Il viaggio di Caterina: andata verso Alfa Centauri e ritorno, mentre Simone resta fermo sulla Terra.
Un percorso concettuale al risultato
Lavoriamo in unità dove a.l./anno. Per Simone, che resta nel sistema di riferimento della Terra, Caterina viaggia di moto uniforme: l’andata dura anni, e altrettanto il ritorno, per un totale di circa anni. Per Caterina, invece, ciò che conta è il tempo proprio lungo la sua linea di mondo, che si ricava dall’invariante applicato al tratto di andata:
da cui anni; per simmetria il ritorno dura lo stesso, e il totale per Caterina è di circa anni. Il calcolo numerico completo è svolto in un esercizio dedicato; qui basta il risultato: al ritorno Caterina è invecchiata di circa anni, Simone di circa . La differenza è di circa 5 anni. Se all’inizio erano gemelli identici, al ritorno Caterina è più giovane — e non si tratta di un’illusione ottica: è davvero vissuta meno tempo.
Perché non è davvero un paradosso
Perché non è un "paradosso"
A prima vista sembra contraddittorio: non potrebbe Caterina sostenere, con pari diritto, che è Simone a essersi mosso rispetto a lei, e quindi che dovrebbe essere lui il più giovane? La risposta è no, e il motivo è che i loro ruoli non sono simmetrici. Caterina è quella che ha cambiato sistema di riferimento a metà viaggio, invertendo la rotta: ha sperimentato un’accelerazione. Simone è invece sempre rimasto in un unico sistema inerziale. L’invariante va applicato separatamente ai due tratti, andata e ritorno, e la somma dei due tempi propri di Caterina risulta inferiore al tempo totale di Simone. È l’asimmetria — solo Caterina cambia SR — a rompere il presunto paradosso.
La spiegazione è un caso particolare della massimizzazione del tempo proprio: la linea di mondo di Simone è “diritta” (un solo SR), quella di Caterina è “spezzata” (due tratti). Da qui la regola d’oro: tra due eventi connessi da un moto, il tempo proprio è massimo per una traiettoria rettilinea uniforme e decresce se il viaggiatore cambia sistema di riferimento. In una frase: “invecchia di più chi resta fermo”.
Collegamenti
Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Dilatazione dei tempi · Invariante spazio-temporale Competenze: Cambio di sistema di riferimento Metodi: Diagramma di Minkowski
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