Il modello di Bohr risolve l’atomo di idrogeno e spiega le sue righe spettrali, ma lascia aperta una domanda enorme: perché la tavola periodica ha quella forma? Perché l’elio si comporta da gas nobile e non da metallo? Perché l’ossigeno, ottavo elemento, somiglia chimicamente allo zolfo, che di elettroni ne ha sedici? La risposta richiede due ingredienti nuovi, entrambi assenti nel modello di Bohr: lo spin e il principio di Pauli.
Lo spin, un momento angolare “intrinseco”
Nel 1922 Otto Stern e Walther Gerlach inviarono un fascio di atomi di argento attraverso un campo magnetico fortemente disomogeneo. L’aspettativa classica era chiara: i momenti magnetici degli atomi (legati al momento angolare degli elettroni) dovrebbero orientarsi con continuità su tutto un intervallo di angoli, così il fascio dovrebbe spalmarsi sullo schermo in una macchia allungata. Invece accadde qualcosa di sorprendente: il fascio si divise in esattamente due fasci distinti, uno deviato verso l’alto e uno verso il basso — mai uno intermedio. È come se ogni atomo, lungo la direzione del campo, potesse assumere solo due valori del momento magnetico.
Esperimento di Stern-Gerlach (1922). Il fascio di atomi di argento, attraversando un campo magnetico disomogeneo, si divide in due sole componenti anziché spalmarsi con continuità: la componente del momento angolare lungo l’asse del campo è quantizzata.
L’interpretazione, dovuta a Samuel Goudsmit e George Uhlenbeck (1925), è che l’elettrone porta un momento angolare intrinseco — lo spin — indipendente dal suo moto orbitale attorno al nucleo. La componente di questo momento angolare lungo un asse può assumere solo due valori quantizzati:
spesso chiamati spin up () e spin down (). Attenzione all’intuizione: lo spin non è una piccola sferetta che ruota su sé stessa. È una proprietà quantistica genuinamente senza analogo classico. Tuttavia produce un piccolo momento magnetico, ed è proprio questo momento a essere deviato nel campo disomogeneo di Stern-Gerlach.
Fermioni e bosoni
Secondo il teorema spin-statistica (Pauli, 1940), tutte le particelle dell’universo si dividono in due grandi famiglie a seconda del valore del loro spin:
- Fermioni — spin semi-intero (). Esempi: elettrone, protone, neutrone, quark, neutrini. Sono i mattoni che costruiscono la materia.
- Bosoni — spin intero (). Esempi: fotone, gluone, bosone di Higgs. Mediano le interazioni fondamentali.
La distinzione non è un dettaglio tassonomico: determina come le particelle possono condividere gli stati quantici, ed è la radice del principio che segue.
Il principio di esclusione di Pauli
Principio — Esclusione di Pauli (1925)
Due fermioni identici non possono trovarsi simultaneamente nello stesso stato quantico. Per un elettrone in un atomo, lo stato è specificato da quattro numeri quantici : non possono esistere due elettroni con tutti e quattro i numeri uguali.
Formula chiave
Spin dell’elettrone: . Pauli: niente due fermioni identici nello stesso stato di un atomo. Bosoni (es. fotoni): nessuna esclusione, possono ammassarsi a piacere nello stesso stato.
La tavola periodica come conseguenza
Combinando il principio di Pauli con il modello atomico si costruiscono i gusci elettronici. Ogni livello del modello di Bohr ammette al massimo elettroni — due per ogni orbitale, uno con e uno con :
- (guscio K): 2 elettroni. Si riempie con l’elio (He).
- (guscio L): 8 elettroni. Si riempie con il neon (Ne).
- (guscio M): 18 elettroni in linea di principio, ma in pratica si riempie a tappe per via della struttura dei sottolivelli . Si completa (parzialmente) con l’argon (Ar).
Quando un guscio è pieno, l’atomo è particolarmente stabile e poco reattivo: sono i gas nobili. Quando un guscio ha un solo elettrone in più (metalli alcalini: Li, Na, K) o un solo elettrone in meno (alogeni: F, Cl, Br), la chimica diventa molto attiva. Mendeleev aveva osservato la periodicità già nel 1869, ma la sua spiegazione arriva solo nel 1925 con Pauli (Simonyi 2012).
Curiosità — Senza Pauli niente di tutto questo
Se gli elettroni non fossero fermioni, tutti gli elettroni di un atomo cadrebbero nello stato fondamentale . Tutti gli atomi sarebbero indistinguibili nel comportamento chimico: niente chimica, niente legami, niente molecole, niente vita. Il principio di Pauli è ciò che impedisce alla materia di “collassare su sé stessa”: la pressione di degenerazione che lo accompagna è quella che tiene in piedi le nane bianche e blocca le stelle di neutroni dal trasformarsi in buchi neri.
In sintesi: lo spin è un momento angolare quantistico intrinseco, con per gli elettroni. I fermioni (spin semi-intero, soggetti all’esclusione di Pauli) costruiscono la materia; i bosoni (spin intero) mediano le interazioni. Il principio di Pauli è la chiave che spiega la forma della tavola periodica.
Collegamenti
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