Se l’elettrone è anche un’onda, i concetti classici di “posizione ben definita” e “quantità di moto ben definita” perdono di senso. Un’onda pura — una sinusoide — ha lunghezza d’onda λ\lambda perfettamente definita, e quindi quantità di moto p=h/λp = h/\lambda esatta; ma proprio per questo non ha una posizione: si estende ovunque. Per localizzare una particella nello spazio bisogna sommare molte onde con λ\lambda diverse, costruendo un pacchetto d’onda; ma allora λ\lambda — e con essa pp — non è più un numero unico. Precisione in posizione e precisione in quantità di moto sono due esigenze che si contendono la stessa onda: guadagnare in una significa perdere nell’altra.

Principio di indeterminazione di Heisenberg

Per una particella è impossibile conoscere simultaneamente con precisione arbitraria la posizione xx e la quantità di moto pp: ΔxΔp2\ev{\Delta x \cdot \Delta p \geq \frac{\hbar}{2}} dove Δx\Delta x e Δp\Delta p sono le incertezze sui valori di xx e pp.

Non è una limitazione strumentale!

Il principio non dice “i nostri strumenti non sono abbastanza sensibili”. Dice che la natura stessa non “ha” risposte più precise: in meccanica quantistica non esiste un valore simultaneamente esatto di posizione e quantità di moto. Il punto non è l’ignoranza dell’osservatore, ma la struttura del mondo.

Un argomento semi-quantitativo

L’onda di de Broglie di una particella ha λ=h/p\lambda = h/p. Per “vedere” la posizione con precisione Δx\Delta x serve un’onda di luce di lunghezza λluceΔx\lambda_\text{luce} \lesssim \Delta x. Ma questa luce ha fotoni di momento pluce=h/λluceh/Δxp_\text{luce} = h/\lambda_\text{luce} \geq h/\Delta x, e in parte lo trasferisce alla particella, perturbandola. Più precisa la misura di xx, più violenta la perturbazione di pp. Il prodotto ΔxΔp\Delta x \cdot \Delta p resta sempre /2\geq \hbar/2.

Generalizzazioni e conseguenze

Il principio non riguarda solo la coppia posizione–quantità di moto: si estende ad altre coppie di osservabili “coniugate”. La più celebre lega energia e tempo, ΔEΔt2,\Delta E \cdot \Delta t \geq \frac{\hbar}{2}, ma vale anche, per esempio, tra componenti diverse del momento angolare (ΔLxΔLy\Delta L_x \cdot \Delta L_y).

Da questa disuguaglianza nascono conseguenze spettacolari:

  • Stabilità dell’atomo. Un elettrone che “precipitasse” sul nucleo avrebbe Δx\Delta x piccolissimo, quindi Δp\Delta p enorme, quindi energia cinetica enorme: “rimbalzerebbe” verso l’esterno. È l’indeterminazione a impedire il collasso dell’atomo e a fissarne le dimensioni.
  • Effetto tunnel. L’indeterminazione energia–tempo consente a una particella di attraversare barriere che, in fisica classica, sarebbero insuperabili — un fenomeno alla base del decadimento nucleare e dei moderni microscopi a scansione.

Collegamenti

Argomenti: Fisica quantistica Concetti: Principio di indeterminazione · Dualismo onda-particella

Esercizi collegati: Rivelatore alle fenditure e interferenza · Problema — Complementarità onda-particella · Raccordo Malus e singolo fotone