La misura è il processo di interazione tra l’oggetto della misura — ciò che voglio conoscere — e lo strumento, la macchina o l’osservatore che “legge”. Nel modo di pensare classico questa interazione è a senso unico sull’oggetto: lo strumento viene perturbato (l’ago si sposta, la pellicola si impressiona), ma la grandezza misurata esisteva già, precisa e indipendente, prima e dopo la lettura. La meccanica quantistica rompe proprio questa asimmetria.
Principio — Che cos'è una misura?
In fisica classica la misura perturba lo strumento ma lascia invariato l’oggetto. In meccanica quantistica invece: anche l’oggetto misurato viene modificato dalla misura.
La misura, in altre parole, non fotografa uno stato preesistente: contribuisce a crearlo. Prima dell’interazione con il rivelatore, molte proprietà quantistiche semplicemente non hanno un valore definito; il valore emerge — e resta impresso nell’oggetto — solo nell’istante della misura.
Il gatto di Giancarlo
Un modo pittoresco di dire la stessa cosa: “Il gatto, dopo che l’ho fotografato, non è più lo stesso.” In fisica classica il gatto resta il gatto — la foto è solo un’impronta sulla pellicola. In fisica quantistica il gatto stesso è cambiato: la sua funzione d’onda si è collassata in uno stato nuovo, dipendente dalla misura effettuata. La misura non rivela passivamente ciò che c’era prima: lo crea.
(Non è il celebre gatto di Schrödinger, che è un altro esempio: qui il gatto è solo una metafora didattica della retroazione della misura.)
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Argomenti: Fisica quantistica
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