Un modo trasparente di riportare una misura incerta è scriverla come intervallo. Invece di dichiarare un unico valore, si dichiarano gli estremi entro cui il vero valore è certamente contenuto:
significa proprio questo — il valore reale della lunghezza sta da qualche parte fra e , e non possiamo dire di più.
Equivalentemente si scrive : qui la cifra tra parentesi indica la prima cifra incerta, cioè quella affetta da errore. Le due notazioni dicono esattamente la stessa cosa: la prima rende esplicito l’intervallo, la seconda è più compatta e mette in evidenza dove finisce la parte “sicura” della misura e dove comincia quella dubbia.
Il vantaggio della notazione a intervallo è che si presta a un’aritmetica semplice: quando si combinano più misure incerte, si può propagare l’incertezza ragionando direttamente sugli estremi. Un caso tipico è la stima dell’area di una figura irregolare.
Il metodo dei quadretti
Per stimare l’area di una figura irregolare — per esempio una macchia, una foglia, o un cerchio disegnato a mano — si sovrappone una griglia di quadretti di lato noto (diciamo , cioè per quadretto) e si contano:
- i quadretti completamente dentro la figura: diciamo 39;
- quelli almeno parzialmente dentro (compresi i precedenti): diciamo 65.
Allora l’area minima e massima sono quindi l’area è nota nell’intervallo . Da qui, se la figura è approssimativamente circolare, si ricava anche il raggio da , che risulta .
Metodo dei quadretti. Una griglia di lato noto è sovrapposta alla figura: contando i quadretti interamente contenuti e quelli anche solo sfiorati si ottengono l’area minima e massima, cioè un intervallo per l’area.
Collegamenti
Argomenti: Grandezze fisiche e misura Concetti: Cifre significative e incertezza Metodi: Metodo dei quadretti
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