Quando la forza applicata supera il valore massimo che l’attrito statico può opporre, il corpo comincia a scivolare e l’attrito cambia natura: diventa dinamico. A differenza di quello statico, l’attrito dinamico ha un valore ben determinato, proporzionale alla reazione vincolare normale attraverso il coefficiente di attrito dinamico .
Formula chiave
L’attrito dinamico è sempre diretto in verso opposto al moto del corpo rispetto alla superficie.
Poiché è sempre opposto allo spostamento, l’attrito dinamico compie sempre lavoro negativo. Percorrendo un tratto , il lavoro dissipato vale
Questo lavoro non scompare: rappresenta energia cinetica che viene sottratta al moto e convertita in energia termica, cioè in calore che riscalda il corpo e la superficie. È l’attrito dinamico che fa scaldare le mani quando le sfreghiamo, o i freni di un’automobile in frenata. L’energia meccanica ordinata del moto si trasforma così in agitazione termica disordinata, e questa trasformazione non è reversibile: il corpo non riparte spontaneamente riassorbendo il calore prodotto.
Warning
Attenzione a non confondere i due attriti dal punto di vista energetico. L’attrito statico non compie lavoro se la superficie è ferma: il punto di contatto non si sposta, quindi non c’è lavoro. Può però compiere lavoro se la superficie si muove. È il caso di una persona che cammina: è proprio l’attrito statico tra il piede e il pavimento a spingere in avanti e ad accelerare la persona, senza dissipare energia in calore. L’attrito dinamico, invece, dissipa sempre.
Collegamenti
Argomenti: Attrito Concetti: Attrito dinamico · Energia termica da attrito
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