Per calcolare la velocità di un oggetto rispetto a un sistema di riferimento diverso serve la composizione galileiana delle velocità. Invece di memorizzare formule con pedici da girare a mente, conviene usare uno schemino a frecce: ogni oggetto (o sistema di riferimento) è un nodo, ogni freccia è una velocità nota, letta come “velocità dell’oggetto di partenza visto dall’oggetto d’arrivo”.

La notazione è la chiave: vX(Y)\vec{v}_{X(Y)} significa “velocità di XX rispetto a YY”, cioè chi si muove tra parentesi c’è chi guarda.

Principio — Regola dello schemino a frecce

Per trovare la velocità di un oggetto AA rispetto a un osservatore BB:

  1. Disegnare un nodo per ogni oggetto/riferimento coinvolto.
  2. Disegnare una freccia da XX a YY con sopra scritta la velocità vX(Y)\vec{v}_{X(Y)} (velocità di XX rispetto a YY), se la conosciamo.
  3. Fare un percorso da AA a BB attraversando le frecce note. Per ogni freccia attraversata nel verso opposto, cambiare segno alla velocità.
  4. La somma algebrica delle velocità lungo il percorso dà la velocità cercata vA(B)\vec{v}_{A(B)}.

Il vantaggio è che non serve ricordare quale formula usare: si segue il cammino sul grafo e i segni si sistemano da soli. Attraversare una freccia “in avanti” somma la sua velocità; attraversarla “all’indietro” la sottrae.

Schemino a frecce per la composizione galileiana: ogni freccia è una velocità nota. Per trovare una velocità incognita si compone un percorso attraverso le frecce; le frecce attraversate all’indietro cambiano segno.

L’esercizio svolto Il gatto sul carrello applica lo schemino a un caso completo, incluso il passaggio al riferimento del centro di massa.

Collegamenti

Argomenti: Centro di massa Competenze: Cambio di sistema di riferimento

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