Per calcolare la velocità di un oggetto rispetto a un sistema di riferimento diverso serve la composizione galileiana delle velocità. Invece di memorizzare formule con pedici da girare a mente, conviene usare uno schemino a frecce: ogni oggetto (o sistema di riferimento) è un nodo, ogni freccia è una velocità nota, letta come “velocità dell’oggetto di partenza visto dall’oggetto d’arrivo”.
La notazione è la chiave: significa “velocità di rispetto a ”, cioè chi si muove tra parentesi c’è chi guarda.
Principio — Regola dello schemino a frecce
Per trovare la velocità di un oggetto rispetto a un osservatore :
- Disegnare un nodo per ogni oggetto/riferimento coinvolto.
- Disegnare una freccia da a con sopra scritta la velocità (velocità di rispetto a ), se la conosciamo.
- Fare un percorso da a attraversando le frecce note. Per ogni freccia attraversata nel verso opposto, cambiare segno alla velocità.
- La somma algebrica delle velocità lungo il percorso dà la velocità cercata .
Il vantaggio è che non serve ricordare quale formula usare: si segue il cammino sul grafo e i segni si sistemano da soli. Attraversare una freccia “in avanti” somma la sua velocità; attraversarla “all’indietro” la sottrae.
Schemino a frecce per la composizione galileiana: ogni freccia è una velocità nota. Per trovare una velocità incognita si compone un percorso attraverso le frecce; le frecce attraversate all’indietro cambiano segno.
L’esercizio svolto Il gatto sul carrello applica lo schemino a un caso completo, incluso il passaggio al riferimento del centro di massa.
Collegamenti
Argomenti: Centro di massa Competenze: Cambio di sistema di riferimento
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