Il legame tra il numero di microstati e l’entropia è dato da una delle formule più importanti di tutta la fisica, dovuta a Ludwig Boltzmann.
Formula chiave — Entropia di Boltzmann
Qui è la costante di Boltzmann e è il numero di microstati compatibili con il macrostato. L’unità di misura dell’entropia è dunque il joule per kelvin (J/K), le stesse unità di , dato che il logaritmo è un numero puro.
Perché proprio il logaritmo? La scelta non è arbitraria. Il logaritmo trasforma un numero di configurazioni gigantesco (per una mole, è dell’ordine di elevato a numeri con cifre) in un valore maneggevole. Ma soprattutto rende l’entropia additiva: se uniamo due sistemi indipendenti, il numero totale di microstati è il prodotto dei due (, perché ogni microstato del primo si combina con ogni microstato del secondo), e grazie al logaritmo le entropie si sommano:
Questa additività è esattamente la proprietà che ci aspettiamo da una grandezza estensiva come l’energia: raddoppiando il sistema, l’entropia raddoppia.
Contano le variazioni, non i valori assoluti
Nella pratica dei problemi non ci interessano mai i valori assoluti di , ma solo le variazioni tra uno stato iniziale A e uno finale B. Per i sistemi più comuni (gas ideale, corpi solidi, termostati) esistono formule dirette che permettono di calcolare senza dover contare i microstati uno per uno.
Queste formule pratiche sono il tema della sezione successiva: sono il vero strumento di lavoro per risolvere i problemi di termodinamica.
Collegamenti
Argomenti: Entropia e secondo principio Concetti: Entropia Competenze: Interpretazione micro-macro
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