Dentro la pila, gli ioni che si muovono in soluzione incontrano anch’essi un attrito, dovuto agli urti con le molecole del solvente e dell’elettrolita. Questo si traduce in una resistenza interna , in serie con la f.e.m. ideale. La pila reale è dunque un generatore ideale in serie con .
Modello equivalente di una pila reale: f.e.m. ideale in serie con la resistenza interna .
Quando il circuito è chiuso su un resistore esterno e nel circuito scorre la corrente , la d.d.p. misurata ai morsetti (detta anche tensione erogata) non è più ma:
Formula chiave — Pila reale
Tensione ai morsetti: Corrente nel circuito chiuso su :
Applicando le leggi di Ohm all’intero circuito (f.e.m. totale somma delle cadute su e su ):
Esempio — Misura della resistenza interna
Una pila con V misura ai morsetti V a circuito aperto (già c’è un voltmetro reale, che assorbe un filo di corrente) e V quando alimenta un resistore . In quest’ultimo caso la corrente è A. Dal modello , con V e V: A corrente nulla la d.d.p. tende a : la pila idealizzata esisterebbe solo nel limite .
Pile esauste
Una pila si esaurisce perché i reagenti finiscono: la f.e.m. resta quasi invariata ma la resistenza interna cresce, fino a rendere la corrente troppo piccola per alimentare il carico. È per questo motivo che una pila “vecchia” può ancora accendere un LED ma non muovere un motorino.
Collegamenti
Argomenti: Circuiti elettrici Concetti: Forza elettromotrice
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