È uno dei risultati più eleganti della fisica moderna: il campo magnetico non è una forza indipendente, è quello che un osservatore in moto rispetto a una distribuzione di cariche “vede” al posto di una forza puramente elettrica.

Immaginiamo un filo percorso da corrente in cui, per assurdo, non circolasse realmente nessun elettrone e la corrente fosse prodotta in altro modo. Un osservatore fermo vedrebbe solo un campo magnetico. Ma un osservatore che si muove con gli elettroni del filo vedrebbe invece una contrazione di Lorentz che rompe l’equilibrio tra cariche positive e negative, creando uno squilibrio di carica netta, cioè un campo elettrico. Quella che per il primo osservatore è forza magnetica, per il secondo è forza elettrica: la stessa fisica, descritta in modo diverso.

Quello che chiamiamo “magnetismo” è quindi il riflesso relativistico dell’elettricità. Einstein, nel suo articolo del 1905, parte proprio da questa osservazione: il campo elettromagnetico è un’unica cosa, vista in modo diverso da osservatori diversi (Feynman 1963; Einstein 1938).

Un'unica realtà, due nomi

La distinzione tra “campo elettrico” e “campo magnetico” non è assoluta: dipende dallo stato di moto dell’osservatore. Solo il campo elettromagnetico, nel suo complesso, è una grandezza fisica ben definita e indipendente dal riferimento.

Come la relatività spiega il magnetismo — The Science Asylum

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Argomenti: Magnetismo Concetti: Campo magnetico · Forza di Lorentz

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