Quando il conduttore non è un filo ma una massa estesa (un disco, una piastra, un cilindro), le correnti indotte non sono costrette in un percorso unico: si chiudono in vortici dentro il materiale, formando le correnti parassite o correnti di Foucault (dal fisico francese Léon Foucault, che le studiò nel 1855).
Principio — Correnti di Foucault
In un conduttore esteso sottoposto a un campo magnetico variabile (o in moto relativo rispetto a un campo) si stabiliscono correnti indotte a forma di anelli chiusi dentro la massa stessa. La loro potenza dissipata per effetto Joule è proporzionale a:
- il quadrato della frequenza di variazione del flusso,
- il quadrato dell’ampiezza di ,
- lo spessore (al quadrato per piastre sottili) del conduttore,
- la conducibilità elettrica del materiale.
Vale la pena chiarire i nomi: “Foucault” e “Lenz” indicano lo stesso fenomeno visto da due lati. Le correnti sono nominate di Foucault; la legge che spiega il loro verso — sempre opposto alla variazione — è quella di Lenz.
Queste quattro dipendenze spiegano tutte le applicazioni pratiche: si aumentano frequenza, campo, spessore e conducibilità quando si vuole dissipare (freni, cottura), e si spezzano i percorsi delle correnti (lamierini, fessure) quando la dissipazione è indesiderata.
Collegamenti
Argomenti: Induzione elettromagnetica Concetti: Correnti di Foucault · Effetto Joule
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