Anche la quantità di moto cambia in relatività. Per una particella di massa che si muove a velocità non vale più il semplice di Newton, ma la sua versione corretta dal fattore di Lorentz:
La presenza di ha una conseguenza spettacolare: quando , il fattore e quindi . L’inerzia “effettiva” della particella diverge — servirebbe una spinta infinita per accelerarla ancora un po’ — ed è questa un’altra ragione profonda per cui nessun oggetto massivo può raggiungere la velocità della luce.
Combinando energia e quantità di moto si trova una relazione dalla bellezza sorprendente. Se in un sistema di riferimento la particella ha energia e impulso , la combinazione non cambia passando da un sistema all’altro: è un invariante.
Principio — Invariante energia-impulso
Il membro di destra dipende solo dalla massa a riposo ed è lo stesso in tutti i sistemi di riferimento.
Questo è potentissimo dal punto di vista pratico: misurando e in un qualsiasi sistema di riferimento — per quanto la particella si stia muovendo velocemente — si può dedurre la sua massa a riposo, che è una proprietà intrinseca e non dipende dallo stato di moto. È il modo in cui, negli acceleratori, si identificano le particelle a partire dalle loro tracce.
Formula chiave
Fotone: , quindi .
Il caso limite del fotone è particolarmente istruttivo. Ponendo nell’invariante, il membro di destra si annulla e resta : una particella senza massa può comunque trasportare energia e quantità di moto, purché viaggi esattamente a . La luce non è “materia leggera”, è qualcosa di qualitativamente diverso, e l’invariante energia-impulso lo cattura in una riga.
Collegamenti
Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Quantità di moto relativistica
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