L’isocronia del pendolo vale solo finché sinθθ\sin\theta \approx \theta. Quando l’ampiezza non è più “piccola”, questa approssimazione salta e il periodo comincia a dipendere dall’ampiezza θ0\theta_0. La correzione si scrive come uno sviluppo in serie:

T2πg(1+θ0216+11θ043072+)T \approx 2\pi\sqrt{\frac{\ell}{g}}\left(1 + \frac{\theta_0^2}{16} + \frac{11\,\theta_0^4}{3072} + \cdots\right)

Il termine dominante θ02/16\theta_0^2/16 dice che il periodo cresce con l’ampiezza. Qualche numero: a θ0=300,52\theta_0 = 30^\circ \approx 0{,}52 rad la correzione è già circa 1,7%1{,}7\%; a 9090^\circ arriva a quasi 20%20\%.

Perché il periodo aumenta

A grande ampiezza la forza di richiamo vera (mgsinθ-mg\sin\theta) è più debole di quella lineare (mgθ-mg\theta), perché sinθ<θ\sin\theta < \theta. Una molla “più molle” del previsto trattiene meno il corpo, che impiega più tempo a completare l’oscillazione.

Questa è la ragione per cui gli orologi a pendolo, prima dei sistemi a fuga di Huygens che mantengono l’ampiezza costante, dovevano oscillare con ampiezza molto piccola: solo lì il periodo è davvero indipendente dall’ampiezza e l’orologio non ritarda quando la spinta cala.

Collegamenti

Argomenti: Oscillazioni e moto armonico Concetti: Pendolo semplice Competenze: Analisi di casi limite e fantafisica Oggetti: Pendolo semplice

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