La relazione lega il potenziale al campo tramite un’integrazione. Ma la stessa relazione si può invertire: se conosciamo in ogni punto, possiamo ricavare operando una derivazione. In tre dimensioni l’operazione corretta è il gradiente, cioè il vettore che raccoglie le derivate parziali di lungo i tre assi.
Principio — Campo come gradiente del potenziale
Il campo elettrico è l’opposto del gradiente del potenziale:
Il gradiente punta nella direzione di massima crescita di ; il segno meno lo capovolge, cosicché punta verso i valori decrescenti del potenziale, con intensità tanto maggiore quanto più ripida è la variazione.
Formula chiave
In una dimensione, o lungo la direzione perpendicolare alle equipotenziali: Stima pratica su una differenza finita:
Applicare la formula del gradiente ai casi già noti restituisce i campi corretti, confermando la coerenza del quadro:
- Carica puntiforme: . ✓
- Condensatore piano: . ✓
- Guscio sferico (dentro): . ✓
- Piano infinito: . ✓
In particolare, dentro il guscio conduttore il potenziale è costante: la sua derivata è nulla e quindi il campo è nullo, in perfetto accordo con il teorema di Gauss.
Riepilogo — Potenziali tipici
Distribuzione Potenziale Carica puntiforme Guscio () Guscio () (costante) Piano (zero sul piano) Filo
Perché il segno meno?
La relazione dice che il campo punta in discesa nel paesaggio del potenziale, esattamente come un oggetto che scivola dalla montagna scende verso il basso. L’acqua scorre dove la quota diminuisce; una carica positiva si muove spontaneamente dove diminuisce. Il segno meno assicura che il lavoro compiuto dal campo quando si sposta da a sia se : la carica “discende” il potenziale e il campo fa lavoro positivo.
Collegamenti
Argomenti: Campo elettrico e potenziale Concetti: Campo elettrico · Potenziale elettrico Metodi: Metodo del gradiente
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