La distinzione tra tipo tempo, tipo spazio e tipo luce non è una curiosità matematica: ciascuna classe corrisponde a una situazione fisica precisa, individuata dall’esistenza (o meno) di un particolare osservatore inerziale privilegiato.

Tipo tempo. Esiste un osservatore inerziale per cui i due eventi accadono nello stesso punto dello spazio: è il SR in cui Δs=0\Delta s'=0. In quel SR il tempo che intercorre fra E1E_1 ed E2E_2 è proprio l’invariante Δτ\Delta\tau, detto tempo proprio. È l’osservatore che “viaggia insieme” ai due eventi, per esempio la particella stessa che passa dall’uno all’altro. L’evento “primo” nel tempo è lo stesso per tutti gli osservatori: l’ordine è assoluto.

Tipo spazio. Esiste un osservatore inerziale per cui i due eventi accadono nello stesso istante: è il SR in cui Δt=0\Delta t'=0. In quel SR la distanza spaziale fra E1E_1 ed E2E_2 è proprio Δσ\Delta\sigma, detta lunghezza propria. Qui l’ordine temporale non è assoluto: per qualche osservatore E1E_1 precede E2E_2, per altri è il contrario, e per uno particolare i due sono simultanei. Proprio per questo non può esserci “causalità” fra eventi tipo spazio: nessun segnale fisico li può connettere, e permettere un’inversione dell’ordine causale sarebbe una contraddizione logica.

Tipo luce. I due eventi sono connessi solo da un raggio di luce. Non esiste alcun SR in cui siano cospaziali, né alcun SR in cui siano simultanei: il caso limite tra le due situazioni precedenti, sul confine del cono.

La luce come confine: passato, futuro e “altrove”

Riletta in termini causali, la classificazione dice che il cono di luce di un evento EE divide lo spazio-tempo in tre regioni:

  • il passato di EE: tutti gli eventi che possono averlo causato (tipo tempo, Δt<0\Delta t<0);
  • il futuro di EE: tutti gli eventi che EE può causare (tipo tempo, Δt>0\Delta t>0);
  • l’altrove di EE (elsewhere): eventi separati da EE in modo tipo spazio. Nessuna relazione causale, ordine temporale dipendente dal SR.

Il muro invalicabile tra “può influenzare” e “non può influenzare” è esattamente il cono di luce. La causalità relativistica si riassume così in una sola frase: nessuna informazione viaggia più veloce della luce. Tutto il resto — dalla relatività della simultaneità alla composizione delle velocità — ne è una conseguenza.

Collegamenti

Argomenti: Relatività ristretta Concetti: Invariante spazio-temporale · Relatività della simultaneità Competenze: Cambio di sistema di riferimento Metodi: Diagramma di Minkowski

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